Portoferraio

Palazzina dei Mulini

Portoferraio e’ il capoluogo e principale centro dell’isola d’Elba: le sue origini risalgono ai Liguri, agli Etruschi e ai Greci prima di diventare colonia romana con il nome di Fabricia. Il toponimo ferraio deriva dal fatto che il suo porto era lo scalo per i bastimenti che imbarcavano il ferro estratto nelle miniere dell’isola. Quando l’isola d’Elba divenne parte del Granducato di Toscana per assicurare al nuovo porto le necessarie difese dai pirati Barbareschi, nel 1557, Cosimo I de’ Medici fa realizzare un imponente sistema difensivo: viene cosi’ fondata Cosmopoli. Napoleone fu esiliato all’Elba nel 1814 ed egli scelse Portoferraio come capoluogo dell’isola. Nella citta’ sono ancora presenti e visitabili le due ville che furono sua residenza, quella di San Martino e la Villa dei Mulini. Fu grazie al regno dell’imperatore francese, seppur breve (1814-1815), che Portoferraio crebbe in importanza e modernita’.

Una via
Torre Pisana di S. Giovanni

Sorgenti del Secchia

Aldo e Luciano nel pratone delle Sorgenti del Secchia

Itinerario che coniuga la bellezza dei luoghi con il fascino della storia: si raggiungono le meravigliose Sorgenti del fiume Secchia, incastonate tra le vette del Monte Alto (1904 m. s.l.m.), dell’Alpe di Succiso (2017 m. s.l.m.) e del Monte Casarola (1979 m. s.l.m.), attraversando l’antichissimo Passo dell’Ospedalaccio, dove si trova un Cippo Napoleonico che segnava il confine della Repubblica Cisalpina. Il Cippo reca inciso Empire Francais IX e si trova sul valico: poiche’ l’Impero francese di Napoleone ha avuto inizio nel 1804 il cippo dovrebbe risalire al 1812. Si trova in ottimo stato di conservazione, dopo che per decenni e’ stato abbandonato nel bosco come una pietra qualsiasi. La conca delle Sorgenti del Secchia e’ sovrastata a sinistra dai versanti arenaci del Monte Alto, che e’ collegato all’Alpe di Succiso tramite il caratteristico ed antico Passo di Pietra Tagliata (1750 m. s.l.m.): in mezzo al grande prato scorrono due ruscelli d’acqua limpida che danno origine al torrente Secchia, che, poco piu’ a valle (a quota 1357) gia’ prende il nome di fiume Secchia.

Cippo dell’Impero Francese al Passo dell’Ospedalaccio

 

Michele e Luciano nel pratone delle Sorgenti del Secchia

 

 

 

 

 

 

Pratone delle Sorgenti del Secchia

 

 

 

 

 

 

Dal Passo del Cerreto (quota 1261) c’incamminiamo verso ovest lungo il sentiero che parte dietro il bar – ristorante Passo del Cerreto: il sentiero, ben segnalato, e’ il CAI n. 00. S’inoltra in un bosco di faggi:  in 30 minuti di cammino giungiamo al noto Passo dell’Ospedalaccio (quota 1271) , famoso perché frequentato fin da

Passo dell’Ospedalaccio

tempi remoti. Infatti, questo storico valico appenninico era percorso gia’ in epoca preistorica: attualmente, proprio sul confine tra la Toscana e l’Emilia, si trova un reperto storico di grandissima importanza, un cippo del periodo napoleonico che segnava il confine tra impero francese (Toscana e Liguria) e Regno d’Italia (Repubblica Cisalpina). Tale reperto era stato abbattuto ed e’ rimasto nascosto per anni nel bosco: credo che vederlo susciti senza dubbio una particolare emozione (vi e’ incisa la dicitura Empire Francais IX). Lasciato l’antichissimo Passo dell’Ospedalaccio, seguiamo ancora il sentiero 00 che prosegue di fronte al cippo napoleonico, insieme al sentiero n. 671, lungo le pendici sud – orientali del Monte Alto. Dopo pochi minuti di cammino, (quota 1370) i due sentieri si dividono: lasciamo a sinistra lo 00 e seguiamo a destra il 671 che sale in direzione nord. Dopo 30 minuti di cammino dal Passo dell’Ospedalaccio (e 1 h. dal Passo del Cerreto) incontriamo una bella sorgente (quota 1400). Lasciamo la sorgente e superiamo il versante piegando a sinistra per entrare in una fitta faggeta. Dopo circa 30 minuti di cammino dalla sorgente improvvisamente le piante si diradano e davanti ai nostri occhi si apre la bellissima vallata del Prataccio delle Sorgenti del Secchia (quota 1380, 2 h. dalla partenza),