Castiglione della Pescaia

Porta Palazzo Centurioni

Castiglione della Pescaia, cittadina della Maremma posizionata sul Mar Tirreno, per la qualita’ del mare e delle spiagge e’ stata premiata nel 2005 con le cinque vele di Legambiente, posizionandosi prima localita’ balneare d’Italia per qualita’ ambientale e turistica. Vanta antiche origini tanto da essere citata gia’ nel IX secolo: vi si trovano il castello e i resti delle mura costruite dai Pisani nel X secolo. Il suo entroterra si affacciava sull’antico lago Prile, ora scomparso, grande bacino lacustre che e’ stato quasi interamente prosciugato a seguito delle grandi opere di bonifica iniziate dai Lorena nel Settecento attraverso lavori di canalizzazione delle acque per eliminare definitivamente la malaria. Quello che rimane del lago Prile e’ l’Area di Diaccia Botrona, Riserva Naturale che costituisce una delle piu’ importanti aree umide d’Europa.

Montescudaio

Veduta panoramica

Montescudaio e’ un antico borgo che si trova a poca distanza dal mar Tirreno: la sua felice posizione strategica consente di supporre che il suo territorio fosse ben conosciuto e forse anche abitato in epoca etrusca, come, d’altra parte, attesta il ritrovamento di un’urna. Il 14 agosto 1846 Montescudaio fu colpito da un forte terremoto che lo danneggio’ seriamente: quello che restava del castello crollo’ definitivamente e anche la chiesa di Santa Maria rovinava completamente. Tutta la popolazione si mobilito’ per la ricostruzione, che, grazie anche all’aiuto finanziario, fu portata a termine in tre anni, dal 1854 al 1857. In paese si trovano altri due edifici religiosi, l’Oratorio della Santissima Annunziata e la chiesa di Sant’Andrea: caratteristica e’ la Torre Civica, detta anche Torre dell’Orologio. Montescudaio e’ noto per la produzione del Vino D.O.C. Montescudaio: nel 1968 nasce la Sagra del vino, mentre nel 1977, si ha l’ottenimento della D.O.C. con due tipologie, un rosso, a base di sangiovese, trebbiano, malvasia, e altre varieta’ come canaiolo e colorino, ed un bianco, a base di trebbiano, malvasia e vermentino.

Torre dell’Orologio

Talamone

Rocca

All’estremita’ sud dei Monti dell’Uccellina, nel territorio del comune di Orbetello, su un promontorio a picco sul mare, sorge l’antico borgo di Talamone. La localita’ fin dall’antichita’ fu sede d’insediamenti prima Etruschi e poi Romani. Il mito, infatti, racconta che il nome di questo piccolo paese di pescatori sia dovuto appunto a Talamone, figlio di Eaco, che approdo’ in queste terre di ritorno dalla Colchide, la regione dove era custodito il vello d’oro. Sempre secondo la leggenda, l’eroe greco sarebbe stato sepolto sotto il promontorio su cui sorge il paese. Questo piccolo paese ha svolto un ruolo fondamentale nell’Unita’ d’Italia avvenuta con il Risorgimento: nel 1860 Giuseppe Garibaldi, che era in rotta per Marsala con i Mille, vi sbarco’ la mattina del 7 maggio, per procurarsi armi dal comandante del porto e far partire una colonna, comandata da Zambianchi, verso il confine romano; questo avrebbe dovuto provocare un’insurrezione nello Stato Pontificio. E’ quindi evidente che senza le armi prese a Talamone, e che provenivano anche da Orbetello, non si sarebbe potuta compiere l’Impresa dei Mille, che segno’ una pietra miliare nell’unificazione d’Italia. $p01 L’edificio piu’ importante del borgo e’ la Rocca Senese, costruita nel XIV secolo a picco sul mare: ancora oggi domina il centro abitato e gran parte della zona circostante. La fortificazione ha la forma di un quadrato, come un grande maschio, rinforzato sugli angoli verso il mare da tre torrette e nell’angolo interno da una piu’ alta e massiccia, con funzioni di torre d’avvistamento. La chiesa Parrocchiale dedicata a S. Maria Assunta fu consacrata il 19 maggio 1949 e occupa il medesimo luogo di quella edificata dai Senesi agli inizi del Trecento e che venne distrutta dai tedeschi il 14 maggio 1944 insieme alla canonica e alle case dell’intero paese. $p01 In paese ci sono tre monumenti che ricordano Garibaldi: la Porta d’ingresso al borgo, a lui dedicata, un monumento in piazza della chiesa ed una lapide murata su quella che un tempo era l’abitazione del comandante del forte, De Labar, sempre in piazza della chiesa.

Porto