Castelnuovo Val di Cecina

Veduta panoramica 1

 

Il nucleo abitato di Castelnuovo di Val di Cecina si e’ sviluppato su tre livelli: il piu’ basso, il cosi’ detto Borgo, costituisce la parte piu’ recente e scende lungo la riva sinistra del torrente Pavone; il nucleo centrale, che fa da tramite fra il Borgo e il castello vero e proprio, si sviluppa lungo una strada tortuosa e stretta che conduce alla zona piu’ alta, la piu’ antica, formata attualmente dalla parrocchiale e da una scuola, ma dove un tempo s’innalzava il Castello, poi Palazzo Pretorio e, infine, signorile Villa di proprieta’ privata. La zona dove sorge il paese e’ quella delle Colline Metallifere, da sempre sfruttata per la grande ricchezza di minerali fornita dal sottosuolo. Inoltre Castelnuovo e’ sede d’impianti di sfruttamento dell’energia geotermica: ancora oggi si possono osservare le vecchie gigantesche torri di raffreddamento che s’innalzano possenti nei pressi del paese.

Chiesa del Santissimo Salvatore
Veduta panoramica 2

Buti

Castel Tonini

Buti e’ un antico borgo posizionato a 80 m. s.l.m. alle pendici del monte Serra: le origini del toponimo sono da ricercare nel vocabolo latino bucita, che significa pascolo per buoi. Che la zona fosse abitata fin dal tempo dei Romani lo attestano i rinvenimenti di monete romane e di una stele funeraria, scoperta nel 1952 ed appartenente al sepolcro di un tale Laronio. In paese sono da ammirare Castel Tonini, che si trova nella parte piu’ alta del borgo e che, pur con i vari rimaneggiamenti avuti nel corso dei secoli, conserva ancora le caratteristiche d’edificio medioevale; la Pieve di San Giovanni Battista, ampliata e rinnovata nei primi anni del Novecento, con l’interno, a tre navate decorate con affreschi di Pietro Giarre’, dove si conserva la venerata scultura lignea della Madonna con Bambino, datata 1369, nota come Madonna del Monte perché rinvenuta tra le impervie grotte che sovrastano Panicale; la chiesa di San Francesco, costruita nell’XI secolo; la piccola chiesa di San Rocco e la chiesa dell’Ascensione, in stile romanico pisano.

Pontremoli

Castello del Piagnaro

Pontremoli e’ una cittadina dell’Alta Lunigiana che si e’ sviluppata ed e’ cresciuta grazie al fatto che presso di essa transitava la Via Francigena, l’importante strada medioevale che metteva in comunicazione Roma con l’Europa Centrale. Questa via si era sviluppata sul percorso di un’altra strada ancora piu’ antica, la Via del Monte Bardone, quella che i Longobardi aprirono da Lucca a Pavia come via interna per evitare il mare controllato dai Bizantini. Cosi’ Pontremoli ha sempre rappresentato la porta di comunicazione fra l’Italia Centrale, la Pianura Padana e l’Europa stessa, perché nei suoi pressi si trova il piu’ agevole valico dell’Appennino, il Passo della Cisa, un tempo chiamato Valico di Monte Bordone. Il toponimo Pontremoli deriverebbe dalla presenza in loco di un Pons tremulus, cioe’ un ponte tremolante, un ponte poco sicuro, non solo per la sua struttura ma anche perché soggetto a distruzioni per le frequenti piene del fiume Magra. L’edificio piu’ importante del borgo e’ il Castello del Piagnaro, cosi’ chiamato perché sorge sulla collina del Piagnaro: questo toponimo deriva dal fatto che i tetti delle abitazioni e del castello stesso sono coperte da piagne, lastre di pietra arenaria disposte a strati per circa i 2/3 della loro lunghezza. Nel castello ha sede il Museo delle Statue – Stele, il simbolo storico per eccellenza delle Lunigiana: queste statue rappresentano uomini, sempre con un pugnale, simbolo mascolino di potere, o donne con i loro tratti estremamente stilizzati. Il loro significato e’ destinato a rimanere oscuro: forse rappresentavano dei e dee come la Dea Madre o raffiguravano eroi del tempo. Pontremoli e’ nota anche perché nel mese di luglio vi si tiene la manifestazione del Premio Bancarella, unico premio letterario assegnato dai librai anziché dai critici, cioe’ da coloro che hanno il contatto quotidiano col lettore.

Museo delle Statue Stele
Piazza della Repubblica
Pontremoli dal Castello del Piagnaro