Vergemoli

Vergemoli e la Pania Secca

Il territorio comunale di Vergemoli si estende ai piedi della Pania Secca, della Pania della Croce e del monte Forato ed e’ solcato dalla Turrite di Petrosciana, che raccoglie e porta al Serchio le acque limpide di diversi torrenti. Basterebbero questi cenni geografici per far capire in quale ottima posizione si trovi Vergemoli e quali caratteristiche naturali racchiuda il suo territorio, dalle grotte, di cui sono ricche le Pania, all’arco del monte Forato, che permette alcune volte l’anno di ammirare un doppio tramonto. La valle, assai impervia, s’apre a Gallicano (e per questo la Petrosciana e’ piu’ nota col nome di Turrite di Gallicano) e s’addentra in direzione delle Apuane, tra rocce a strapiombo, nelle quali e’ stata aperta, a fatica, una strada dai molti tornanti al posto dei sentieri e delle mulattiere che dal fondovalle salivano a tutti i paesi. Numerose case cinquecentesche, in gran parte restaurate, ornano le sue strade e si possono ancora ammirare alcuni portali di queste, finemente lavorati, rimossi e posti come ornamento nei giardini. La chiesa parrocchiale e’ intitolata

Chiesa di Sant’Antonio

ai santi Quirico e Giulitta: ai piedi di questa chiesa si trova una fontana in pietra, detta la Bernarda, ricostituita con i resti di un’antica fonte e porta scolpita la figura di una fanciulla. In paese, nel lato opposto della parrocchiale, si trova la chiesa di Sant’Antonio.

 

Fontana detta “La Bernarda”

 

Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta

Pian di Scò

Pieve di Santa Maria

Pian di Sco’ e’ nato e si sviluppato attorno all’antica Pieve di Santa Maria: il toponimo deriva per contrazione da Pian di Resco, dove per Resco s’intende il torrente che scorre in paese. I primi insediamenti umani sulla collina dove si trova si trova il borgo sono legati all’importante strada romana che vi transitava: la Cassia Vetus, che collegava Arezzo con Fiesole, evitando di transitare nella pianura del fiume Arno, spesso soggetta a allagamenti. Con il percorso della strada romana coincide l’attuale Strada dei Sette Ponti: proprio su di essa si affaccia la Pieve di Santa Maria, con le sue tre absidi e il suo snello campanile. Legata a Castelfranco di Sopra, Pian di Sco’ acquisi’ la propria autonomia nel 1809. Il Palazzo Comunale e’ stato eretto nel 1873, su disegno dell’architetto Emilio De Fabris.

Petroio

Veduta panoramica

Petroio e’ un antico borgo del Comune di Trequanda, provincia di Siena: e’ la patria della terracotta e proprio qui si trova il Museo della Terracotta. La tradizione vuole che la lavorazione della terracotta in questo territorio risalga addirittura agli Etruschi, come testimoniato anche dai reperti e dai frammenti ritrovati in un sito posto nella valle del torrente Trove e all’interno del paese. Dalla porta d’ingresso al paese si dipartono una serie di tortuosi vicoli che salgono fino alla torre del Cassero, dove si trova la piccola statua in terracotta ad effige di Bartolomeo Carosi, detto Brandano, famoso ed eccentrico predicatore medioevale. La caratteristica del paese e’ l’uso ornamentale degli originali e preziosissimi manufatti in terracotta, tutt’ora prodotti dagli artigiani locali: cani vigilanti, leoni, pigne, vasi ed anfore, orci, edicole sacre, balconi, grondaie e comignoli.

Chiesa di San Giorgio