Calamecca

Veduta panoramica

Calamecca e’ un antico borgo che si trova a 692 m. s.l.m. sulla Montagna Pistoiese, nel Comune di Piteglio: e’ d’origine molto antica tanto che il suo nome compare per la prima volta nel 766. Questo borgo ospito’ il 2 agosto 1530 Francesco Ferrucci che si stava recando a Gavinana a combattere per la Repubblica Fiorentina, battaglia nella quale peri’ per mano delle truppe nemiche e, soprattutto, per mano di Fabrizio Maramaldo, il quale disse la famosa frase Vile tu uccidi un uomo morto. Il Ferrucci e’ ricordato a Calamecca nella prima settimana d’agosto con la Settimana Ferrucciana, serie di manifestazioni storiche, e a lui sono dedicate una piazza e la Porta d’accesso al paese. Nei giorni 19 e 20 settembre 1944 a Calamecca i tedeschi trucidarono tredici abitanti inermi. La chiesa parrocchiale e’ dedicata a San Miniato e fino al XII secolo aveva giurisdizione su una vasta area della montagna.

Chiesa di San Miniato

Gavinana

Monumento a Francesco Ferrucci

Gavinana e’ un antico borgo situato alle sorgenti del torrente Limestre sulle pendici del monte Crocicchio, a 819 m. s.l.m. E’ una rinomata stazione di villeggiatura: a partire dagli ’30 del Novecento e’ stata sede di ben cinque colonie estive. Il paese, comunque, deve la sua fama alla battaglia che qui avvenne il 5 agosto 1530, durante la quale Francesco Ferrucci, comandante delle truppe della Repubblica fiorentina, fu ferito e catturato. Fu portato al cospetto del comandante in carica, in quel momento, delle truppe imperiali, Fabrizio Maramaldo, che aveva sostituito il Filiberto di Chalon – Principe d’Orange – ucciso anche lui in questa battaglia. Maramaldo, comandante di origine italiana, sconfitto piu’ volte da Francesco Ferrucci, odiava il rivale e lo uccise a sangue freddo, contro tutte le regole della cavalleria, volendosi vendicare delle precedenti sconfitte subite. Celebre la frase Tu dai a un morto rivolta dal Ferrucci al Maramaldo, che si apprestava ad ucciderlo col pugnale, mentre era ferito e indifeso: lo storico Benedetto Varchi la cambiera’ in seguito in Vile tu uccidi un uomo morto. La figura di Francesco Ferrucci e’ sempre stata esaltata come strenuo difensore della liberta’ degli italiani contro il dominatore straniero: durante il Risorgimento venne preso ad esempio come italiano di valore tanto da essere citato nella quarta strofa dell’Inno di Mameli:
Dall’Alpi a Sicilia / Dovunque e’ Legnano, / Ogn’uom di Ferruccio / Ha il core, ha la mano, / I bimbi d’Italia / Si chiaman Balilla, / Il suon d’ogni squilla / I Vespri suono’. / Stringiamci a coorte /5 Siam pronti alla morte / L’Italia chiamo’.

Pieve di S. Maria Assunta