Carmignano

Panorama dalla Rocca

Situato a 189 m. s.l.m., alle pendici del Montalbano, il borgo di Carmignano e’ ricco di storia: nel suo territorio numerosi sono stati i rinvenimenti di reperti etruschi, attualmente conservati nel Museo Comunale che si trova all’interno della Villa Medicea La Ferdinanda ad Artimino; fu poi sede di una corte del Vescovo di Pistoia almeno fino al X secolo e passo’ diverse volte di mano dai pistoiesi ai fiorentini, i quali distrussero la rocca almeno per tre volte. Nella Prepositura di San Michele e San Francesco si conserva un celebre dipinto, La Visitazione, opera del Pontormo, eseguita nel quarto decennio del ‘500 su commissione della famiglia Pinadori: nel quadro si vede Maria, incinta, che si reca a far visita ad Elisabetta, anch’essa in attesa di suo figlio primogenito Giovanni Battista. Tra i prodotti tipici di Carmignano rileviamo i famosi fichi secchi (che hanno ottenuto l’IGP) e i Chianti Carmignano DOC.

Palazzo Pretorio
Veduta panoramica
Propositura dei Santi Michele e Francesco

Bacchereto

Pieve di S. Maria Assunta 1

Bacchereto e’ situato sul fianco orientale del Montalbano: in epoca medioevale fu un Comune dipendente della Podesteria di Carmignano. Il paese si sviluppo’ ai piedi di un castello, i cui resti sono ora inglobati nel complesso della chiesa di Santa Maria Assunta. La Pieve romanica, un tempo situata vicino alla localita’ di San Biagio, fu eretta in epoca medievale sulle rovine dell’antica rocca, come testimoniano la planimetria e il massiccio campanile.

Veduta panoramica
Pieve di S. Maria Assunta 2

Monte Javello e Monte Cavallaie

Aldo sul monte Javello accanto al Cippo dei Partigiani

I monti Javello (931 m.) e Cavallaie (976 m.) dominano le pianure pratese e pistoiese: non sono alti, ma degni d’attenzione perché al centro d’eventi bellici legati alla Seconda Guerra Mondiale. Infatti, proprio il Monte Javello e’ stato al centro di drammatiche vicende: sembra anche che la sua storia sia legata alla fondazione stessa della citta’ di Prato. Si dice che dal Monte Javello, che e’ il piu’ alto fra quelli dell’area pratese, scendessero a valle i primi colonizzatori della citta’: si trattava di abitanti delle zone circostanti che cercavano riparo durante le invasioni barbariche. Decisi a fondare una nuova citta’, scelsero il sito e lo chiamarono Prato proprio perché vi era un grande prato. Lungo il percorso che da Vallupaia ci porta allo Javello si incontra la Fonte del Prete (quota 830), luogo di sosta attrezzato, immerso tra faggi giganteschi, dove, da sotto un grosso masso sorretto da un muretto, zampilla una fresca sorgente. Sopra la fonte una lapide, apposta nel 1878 per ricordare Giuseppe Vaj, che tanto si adopero’ per la salvaguardia di queste montagne, reca incise queste parole
Uomo rettissimo e di rara prudenza che l’orientale parte di questo monte volle studiosamente inselvata e le piantagioni, dalle rovinose acque, solerte boschicultore difese.

Monte Cavallaie