Sorgente Il Bagno

La Sorgente Il Bagno (o Bagnone) si trova a poca distanza da Sasso Pisano, nei pressi della strada che da questo paese conduce a Leccia: siamo nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina. Nella zona della sorgente negli ultimi trenta anni e’ stato riportato alla luce un grandioso impianto termale etrusco risalente almeno al III secolo a.C.: il complesso e’ da identificarsi con le Aquae Populoniae, rappresentate nella Tabula Peutingeriana, copia medievale di una carta di eta’ romana imperiale conservata presso la Biblioteca Nazionale di Vienna. Abbandonate le terme dopo il crollo dell’Impero Romano, le acque delle sorgenti, tuttavia, sono state usate ancora nel corso dei secoli dalle popolazioni locali, tanto che nel Settecento c’era un grande edificio (i cui resti si vedono ancora oggi) al Podere detto Il Bagno che serviva coloro che venivano a bagnarsi in queste acque per trovare sollievo ai lori mali. La sorgenti sono tre e due hanno una caratteristica che le rende uniche: sgorgano alla temperatura di 65° C e sono le piu’ calde della Toscana.

Pieve di Sillano

La Pieve di San Giovanni Battista si trova a Sillano nel comune di Pomarance, nei pressi del borgo di San Dalmazio, lungo la strada che conduce alla Rocca Sillana. Fu una delle pievi piu’ antiche della diocesi di Volterra: gia’ citata nel 947,fu abbandonata nel XIV secolo quando la pievania fu trasferita alla chiesa di San Bartolomeo, che si trovava all’interno della Rocca Sillana. Dell’edificio, in stile romanico – gotico, resta integra solo la facciata e un tratto della parete laterale destra, nella quale si nota la base del grande campanile quadrato. La facciata, impreziosita dal cromatismo creato dall’alternanza di marmi bianchi e mattoni rossi, presenta otto archi ciechi a sesto acuto. Davanti alla facciata si erge una quercia dalle dimensioni gigantesche.

San Dalmazio

Chiesa di San Dalmazio

San Dalmazio e’ un antico borgo della Val di Cecina, Comune di Pomarance: si e’ sviluppato attorno a un castello dell’XI secolo. Nel 1147 nel borgo venne fondato un monastero di monache benedettine: nel 1511 le suore lo abbandonarono dopo che aveva subito un disastroso incendio. Dell’antico monastero oggi non rimane traccia: e’ rimasta la chiesa, di fondazione cinquecentesca, attribuita a Bartolomeo Ammannati, che conserva al suo interno una terracotta invetriata di scuola robbiana. Il paese si e’ ben mantenuto e sono ancora visibili parti delle mura e le porte d’accesso: sono presenti due oratori, quello della Compagnia della Carita’ e quello di San Donnino, nel quale era conservato il miracoloso chiodo detto di San Donnino, a cui si attribuiva la miracolosa capacita’ di cicatrizzare le ferite. Questo paese ha avuto un ruolo importante nella storia dell’Unita’ d’Italia: qui, in casa del dottor Camillo Serafini, si nascose Giuseppe Garibaldi, per quattro giorni, dal 28 agosto al primo settembre 1849, per sfuggire agli Austriaci.

Veduta sulla campagna
La casa del Dr. Serafini, dove trovò rifugio Garibaldi nel 1849