Badia di Santa Maria a Bovino

La Badia di Santa Maria a Bovino si trova su un colle che domina il corso del fiume Sieve: siamo intorno ai 200 m. s.l.m. nel Comune di Vicchio, in Mugello. Questa chiesa, citata per la prima volta nel 1050, e’ appartenuta dall’XI secolo fino al XVI ai monaci di San Miniato al Monte, da qui il titolo di Badia. Si mostra con facciata a capanna e portale in pietra, preceduto da un sagrato erboso rialzato. Il campanile e’ a vela con due campane, mentre l’interno e’ a navata unica. E’ certamente tra le chiese piu’ antiche del territorio di Vicchio, ma oggi versa in gravi condizioni di degrado, quasi che l’area circostante sia divenuta un sito per depositare rifiuti.

Badia Pozzeveri

Badia Pozzeveri e’ una frazione d’Altopascio: deve la fama e lo sviluppo al fatto d’essere collocata nei pressi della famosa Via Francigena. Infatti si trovava a poca distanza dal Lebbrosario della Tazzera, luogo di sosta e ricovero prima di giungere ad Altopascio, tappa fondamentale per i pellegrini che percorrevano quest’antica strada. Il toponimo Putheolis, che indica la natura paludosa del luogo sul quale doveva sorgere la Badia, diverra’ poi Pozzeveri: compare per la prima volta nel 952 in un atto notarile relativo ad un trasferimento di proprieta’. La Badia, attestata gia’ nel 1039, nel 1059 fu trasformata in canonica e nel 1086 passo’ ai Benedettini; nel 1103 fu concessa ai Camaldolesi. L’abbazia raggiunse massimo potere alla fine del ‘200, ma dopo la battaglia d’Altopascio (1325) inizio’ la decadenza: la zona si spopolo’ e fu preda delle scorrerie di briganti. Nel 1408 i monaci abbandonarono definitivamente l’abbazia, che passo’ al capitolo del Duomo di Lucca. Quello che piu’ colpisce ora e’ lo stato di degrado in cui versa l’edificio: la Badia di Pozzeveri e’ in completo abbandono, cosa che fa veramente male, considerata la sua gloriosa storia

Bagni di San Michele alle formiche

I Bagni di San Michele alle formiche si trovano nel Comune di Pomarance, lungo il Fosso di Radicagnoli, un torrente dall’acqua limpidissima: il toponimo trae origine dal vicino Monastero di San Michele alle formiche, di cui ora restano solo pochi ruderi. Questo monastero prende il curioso nome dal fatto che anticamente ogni anno, il 29 settembre, giorno dedicato a San Michele Arcangelo, compariva sul tetto e sul campanile del monastero una enorme quantita’ di formiche alate, che poi morivano dopo breve tempo. Le terme di San Michele sono note fin dal 1266 con il nome di Bagni di Spartacciano, perché situate nell’omonima selva. Ben note nel Medioevo e nel Rinascimento, hanno continuato la loro attivita’ fino al 1941, anno di cessazione. Gli edifici che componevano il complesso termale sono in gravi condizioni di degrado: interessante e’ il ponte coperto che scavalca il Fosso di Radicagnoli, mettendo in comunicazione la zona di soggiorno con la zone delle cure termali. Numerose sono le sorgenti, che ora a mala pena s’intravedono, che alimentavano i bagni, la piu’ importante delle quali sgorga ad una temperatura di 32°C.

Vasca termale