Monte Altissimo

Il monte Altissimo, a dispetto del nome (misura solo 1589 m. s.l.m.), e’ fra le piu’ basse cime delle Apuane, ma e’ quella che dal litorale tirrenico appare piu’ maestosa, con il versante sud che cade verticale per quasi 700 metri. La sua immensa mole domina la valle del torrente Serra a sud, mentre a nord e’ meno scosceso e presenta salti di roccia verticale immersi in boschi di faggio. La figura della montagna, a suo tempo, affascino’ anche Gabriele D’Annunzio che la paragono’ alla Nike greca, scrivendo queste parole: La cruda rupe che non da’ mai crollo, o Nike, il tuo ventoso peplo effigia. La violenza delle tua vestigia eternamente anima il sasso brollo. L’Altissimo desto’ grande impressione anche in Michelangelo, che si inerpico’ sulle sue pendici in cerca del marmo statuario per le sue sculture: la zona dove opero’ il grande scultore, dal 1518 al 1521, e’ quella di Azzano, comune di Seravezza.

Aldo, Mauro, Franco e Paolo sulla vetta

Monte Sagro

Monte Sagro

Il monte Sagro domina Carrara, capitale mondiale del marmo: di forma triangolare, si erge sullo spartiacque tra la Lunigiana (Valle del Lucido) e le valli che confluiscono nel Frigido (Massa) e nel Carrione (Carrara). Prima della costruzione della carrozzabile che da Carrara porta a Campocecina (anni Cinquanta del ‘900) il marmo del bacino del Sagro veniva calato sulla strada per Vinca dalla localita’ Il Balzone grazie ad una grandiosa teleferica che sostitui’ l’antica via di lizza. La stazione di partenza della teleferica e’ visibile ancora oggi, cosi’ come si possono vedere anche lo scivolo di partenza e il pozzo che ospitava i contrappesi: l’insieme costituisce un monumento di archeologia marmifera veramente unico.

Foto ricordo
Aldo sulla vetta
Il Monte Sagro da Foce della Faggiola

Passo della Focolaccia

Passo della Focolaccia

Questo itinerario ha inizio da Campocatino (1000 m. s.l.m.) uno dei luoghi piu’ belli delle Apuane, una splendida conca erbosa con i caselli che un tempo usavano i pastori, dominata dalla mode del monte Roccandagia, e termina in uno dei luoghi piu’ malridotti delle Apuane, il Passo della Focolaccia (1642 m. s.l.m., sconvolto dalle cave che lo hanno abbassato di oltre cinquanta metri, trasformando quello che era un passo d’alta quota, ricco di pascoli e tranquillita’, in uno scenario dantesco, infernale. Il Passo delle Focolaccia e’ il tipico esempio di come non devono essere le cave di marmo delle Apuane: qui un tempo c’erano verdi pascoli, qui venne costruito il piu’ antico rifugio, situato alla quota piu’ alta di tutte le Apuane, il Rifugio Aronte, che venne inaugurato il 18 maggio 1902 dalla sezione di Genova del CAI. Giunti al Passo non si puo’ non andare a vederlo: costruito in muratura a volta, consiste in un unico vano fornito di qualche posto letto.

Cave della Focolaccia e Punta Carina
Campocatino