Chiesa del Vivaio

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Vivaio a Incisa in Val d’Arno sorge sul sito denominato il Vivaio (quasi certamente nella zona in antichita’ ci doveva essere un allevamento di pesci): qui fino al 1983 ci sono stati convento e una scuola dei Frati Minori Osservanti Francescani. In origine vi insisteva una chiesa dedicata alla Madonna e un monastero di suore che assisteva i viandanti e i pellegrini. La costruzione della chiesa inizio’ nel 1516: frati francescani chiesero il permesso di edificarla al papa Leone X, che, membro della famiglia de’ Medici, ne dette facolta’, ma suggerendo di dedicarla a Cosimo de’ Medici, intestandola ai Santi Cosma e Damiano. Nel corso della sua storia la chiesa ha vissuto varie vicissitudini: nel 1810, in seguire alle soppressioni napoleoniche, i frati dovettero abbandonare il convento e la chiesa; dopo esserne ritornati poi in possesso, dovettero un’altra volta lasciare gli edifici nel 1867 con le soppressioni legiferate dal nuovo stato italiano. Rientrati nuovamente in possesso degli edifici i frati ci hanno vissuto ancora per un secolo, poi, essendo rimasti in pochissimi per mancanza di vocazioni, nel 1983 hanno definitivamente abbandonato il complesso del Vivaio. Passati di proprieta’ alla Diocesi di Fiesole attualmente nella chiesa e nel convento si trova una scuola di sacerdozio del Movimenti dei Focolarini, che ha la propria sede nella vicina Loppiano.

Pieve di San Cresci in Valcava

Valcava, situata nel Comune di Borgo San Lorenzo, in Mugello, fu eretta sul luogo del martirio e della sepoltura di Cresci, nobile germano convertitosi al cristianesimo, e dei suoi compagni; il martirio sofferto da San Cresci nel 250 si puo’ considerare come l’episodio che apri’ il Mugello alla cristianizzazione. Nel 1613, durante la ricognizione effettuata dall’arcivescovo Marzi Medici, furono ritrovati i corpi dei martiri. All’inizio del Settecento il granduca Cosimo III dispose la conservazione delle reliquie dei martiri dentro cassette di legno: per custodire il capo di San Cresci fu commissionato un magnifico busto che riproduceva le fattezze di un soldato romano; questo reliquiario e’ ora conservato nel Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze. Il granduca ordino’ anche la ristrutturazione della chiesa: venne così eretta la Pieve di San Cresci le modifiche piu’ importanti furono la costruzione di un porticato, che girava tutto intorno all’edificio, e la modifica delle navate con la costruzione dell’altare maggiore e di due altari laterali. Il terremoto che nel 1919 colpi’ duramente il Mugello causo’ gravissimi danni alla Pieve: il porticato crollo’ completamente e anche parte della chiesa cedette. Negli anni Trenta del Novecento fu completato il rifacimento: delle ristrutturazioni settecentesche e’ rimasto solo qualche pilastro addossato alla facciata e la parte basale del campanile.

Fortezza di San Martino

La Fortezza di San Martino si trova su un colle a 336 m. s.l.m. e domina l’abitato di San Piero a Sieve e una vasta parte del Mugello. La sua costruzione fu voluta da Cosimo I de’ Medici per porre una difesa sul lato nord dello stato granducale e dare aiuto alle popolazioni locali, continuamente assalite e depredate da bande armate ed eserciti provenienti dall’Italia settentrionale. La sua costruzione, affidata all’architetto Baldassarre Lanci, inizio’ nel 1569 e termino’ nel 1608 sotto il regno di Ferdinando I. La Fortezza di San Martino e’ ritenuta una delle piu’ estese fortificazioni italiane di tutti i tempi: in pratica si tratta di un colle fortificato con i bastioni che si adattano perfettamente alla conformazione del suolo. Ha pianta irregolare, rinforzata da nove bastioni, e due porte: la Fiorentina a sud e la Bolognese a nord.