Camposervoli e Parco di Belverde

Chiesa di Camposervoli

A Belverde, Comune di Cetona, e’ stato creato un Parco Naturalistico per proteggere alcune grotte preistoriche: infatti, per fenomeni tettonici e di crollo, in questa zona si sono formate grotte gia’ abitate dall’uomo di Neanderthal, il quale ha lasciato come traccia del suo passaggio strumenti in pietra e resti delle prede cacciate. I materiali sono stati raccolti nel Museo Civico per la Preistoria di Cetona, con il quale ci si puo’ mettere in contatto per la visita alle grotte. Alcune di queste grotte sono state adeguatamente illuminate ed attrezzate: come la grotta di S. Francesco e l’Antro della Noce. In quest’area si trova anche l’antico Convento di Belverde, dove e’ stato per qualche tempo anche S. Francesco: a fianco della chiesa, vi e’ una caverna preistorica, detta appunto grotta di S. Francesco, la cui entrata e’ nascosta da lecci. In essa, cosi’ e’ la tradizione, il Poverello d’Assisi si recava ai piedi di una rozza croce per pregare: anche ora, nel mezzo della prima camera della caverna, vi e’ una pietra con sopra una croce.  Da Belverde si raggiunge Camposervoli, caratteristico borgo medioevale situato alle pendici sud – est del monte Cetona: dell’antico castello restano solo le mura e la chiesa con affreschi cinquecenteschi, mentre il maniero e’ stato sostituito da una villa ottocentesca.

Eremo di Carbaiolo

Eremo di Cerbaiolo 1

E’ famoso il detto
Chi ha visto La Verna e non ha visto Cerbaiolo, ha visto la mamma e non ha visto il figliolo.
L’Eremo di Cerbaiolo si trova lungo l’antica strada che collega Pieve Santo Stefano al Passo di Viamaggio. Dopo che i Tedeschi l’avevano completamente distrutto nel 1944, l’Eremo e’ rinato a nuova vita grazie a Suor Chiara, al secolo Chiara Barboni, colei che l’ha completamente. Salendo l’erta rampa che porta all’Eremo torna alla mente la famosa poesia del Carducci Agli amici della Val Tiberina
…e tu che al cielo, Cerbaiolo, riguardi  / Discendendo da i balzi d’Apennin,  / come gigante che svegliato tardi  / s’affretta in caccia e interroga il mattin,  / tu anco m’arridi  / E, quando ai freschi venti  / di su l’aride carte anelera’  / l’anima stanca, a voi, poggi fiorenti,  / balze austere e felici, a voi verra’
Purtroppo, pero’, nel maggio 2010 Chiara Barboni e’ deceduta: non c’e’ piu’ lei, Suor Chiara, che, dopo aver ricostruito l’Eremo, lo ha tenuto aperto per oltre quarant’anni. Ragion per cui sara’ difficile trovarlo aperto.

Eremo di Cerbaiolo 2
Romano e Suor Chiara Barboni

Eremo della Casella

La leggenda narra che S. Francesco, dopo aver ricevuto le Stimmate, lascio’ la Verna il 30 settembre 1224. L’itinerario che doveva seguire si snodava verso Monte Arcoppe, il Foresto e raggiungeva la localita’ chiamata La Casella, da dove, via Castello di Montauto, Sansepolcro, Citta’ di Castello, sarebbe giunto ad Assisi. Alla Casella, dove poi sarebbe stato costruito un eremo, volle fermarsi per compiere un rito. Da quell’altezza, dove l’occhio spazia nella vastita’ di superbi paesaggi, S. Francesco, cosciente che quel viaggio sarebbe stato senza ritorno, guardo’ lungamente verso La Verna e con profonda commozione disse:
ddio, monte di Dio, monte santo, mons coagulatus, mons pinguis, mons in quo beneplacitum est Deo habitare! Addio monte Alvernia; Dio Padre, Dio Figliolo, Dio Spirito Santo ti benedica! Restati in pace, che piu’ non ci vedremo.
L’Eremo, costruito con pietra di un bel grigio chiaro, e’ formato da una cappella dedicata a S. Francesco e da un ricovero sempre aperto.