Cetica

La Fonte

Cetica e’ un paese del Casentino adagiato sui pendii del Pratomagno, lungo l’antica strada che, partendo da Castel San Niccolo’, valicava il crinale del Pratomagno per raggiunge il Valdarno. Il borgo, ricco di storia, e’ formato da tanti minuscoli agglomerati adagiati sulla montagna: Castagneto, Casenzi, Casandoni, Poggio, Susanto, Poggiolo, Borgo Piano, Cavannino, Fattoria, Campolupoli, Cafio, Arsiccia, Callagnolo, La Porta, Campareccia, Perino, Barbato. Tra gli edifici da visitare si segnalano ben tre chiese, S. Maria, S. Michele e S. Pancrazio, ed un antico ponte medioevale in localita’ Cadenzi: merita un visita anche il Museo del Carbonaio. Cetica e’ famosa soprattutto per la produzione d’una patata, la Patata Rossa di Cetica, che si contraddistingue dalle altre varieta’ di patate coltivate nel territorio italiano per l’aspetto dei tuberi, che presentano un’epidermide di colore rosso intenso e con occhi profondi dal fondo rosso scuro. La sua pasta e’ di color bianco latte e presenta frequentemente delle venature di colore rosso in corrispondenza delle cellule del cambio e in prossimita’ dei germogli. Circa tre km. sopra Cetica, lungo la strada che va a valicare il Pratomagno, si trova la localita’ di Bagni di Cetica, le cui gelide acque, conosciute fino dal tempo dei romani , furono meta di pellegrinaggi durante tutto il medioevo perché ritenute miracolose. In particolare, avrebbero acquisito la loro caratteristica di acque miracolose nell’XI secolo, allorquando al Bagno di Cetica sarebbe avvenuto l’incontro di due grandi Santi della Vallata: San Romualdo e San Giovanni Gualberto. Questi, recatisi ignari l’uno dell’altro a Bagno di Cetica per dissetarsi delle sue acque, videro comparire loro lo spirito di un terzo santo, San Romolo, assieme al quale benedissero le acque per dotarle di virtu’ miracolose.

Badia a Passignano

Veduta panoramica 1

Posizionata sull’antica strada che unisce Tavarnelle Val di Pesa a Montefioralle, la Badia a Passignano e’ splendida da qualunque posizione si osservi: e’ un piccolo borgo ricco di storia, con una antica Badia Vallombrosana che ha l’onore di conservare il corpo di San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine dei Monaci vallombrosani e patrono del Corpo Forestale dello Stato. Nella chiesa di San Michele il presbiterio e’ decorato con affreschi eseguiti dal pittore Domenico Cresti, detto il Passignano, perche’ nato in una casa colonica sita nei pressi della badia. All’interno dell’abbazia, che e’ tornata in possesso dei monaci vallombrosani dopo ben centoventi anni (infatti era stata soppressa ai tempi dell’Unita’ d’Italia ed e’ stata da loro riacquistata da privati nel 1986) nella grande cucina dei monaci, si trova una pregevole opera: il Cenacolo, affresco eseguito dal Ghirlandaio.

Chiesa di San Michele
Veduta panoramica 2

Vallombrosa

Abbazia di Vallombrosa 1

Situata a 1.000 m. s.l.m., ai piedi del Pratomagno, Vallombrosa e’ adagiata in una bellissima conca montana, riparata ad est dal Monte Secchieta e ad ovest dal Poggio alla Ghirlanda. Questa felice posizione geografica ha fatto di questa localita’ un’eccezionale stazione climatica, che, unita alla bellezze naturali, la rendono unica. A poca distanza da Vallombrosa si trova la localita’ Saltino, che e’ nata proprio per dare ospitalita’ ai turisti: qui si trovano solo alberghi, ristoranti e seconde case. A Vallombrosa si trova una splendida Abbazia: essa e’ circondata da mura interrotte da un grande bastione, da una torre quattrocentesca e da un campanile del Duecento. Qui ha sede la Congregazione dei Monaci Vallombrosani, fondata da Giovanni Gualberto, divenuto poi anche patrono del Corpo Forestale dello Stato. Questa localita’ montana fino al 1924 era raggiungibile con un trenino che partiva dalla stazione di S. Ellero e raggiungeva Saltino, lungo un percorso di 7,614 km., superando un dislivello di 845 metri.

Abbazia di Vallombrosa 3
Abbazia di Vallombrosa 2