Cetica

La Fonte

Cetica e’ un paese del Casentino adagiato sui pendii del Pratomagno, lungo l’antica strada che, partendo da Castel San Niccolo’, valicava il crinale del Pratomagno per raggiunge il Valdarno. Il borgo, ricco di storia, e’ formato da tanti minuscoli agglomerati adagiati sulla montagna: Castagneto, Casenzi, Casandoni, Poggio, Susanto, Poggiolo, Borgo Piano, Cavannino, Fattoria, Campolupoli, Cafio, Arsiccia, Callagnolo, La Porta, Campareccia, Perino, Barbato. Tra gli edifici da visitare si segnalano ben tre chiese, S. Maria, S. Michele e S. Pancrazio, ed un antico ponte medioevale in localita’ Cadenzi: merita un visita anche il Museo del Carbonaio. Cetica e’ famosa soprattutto per la produzione d’una patata, la Patata Rossa di Cetica, che si contraddistingue dalle altre varieta’ di patate coltivate nel territorio italiano per l’aspetto dei tuberi, che presentano un’epidermide di colore rosso intenso e con occhi profondi dal fondo rosso scuro. La sua pasta e’ di color bianco latte e presenta frequentemente delle venature di colore rosso in corrispondenza delle cellule del cambio e in prossimita’ dei germogli. Circa tre km. sopra Cetica, lungo la strada che va a valicare il Pratomagno, si trova la localita’ di Bagni di Cetica, le cui gelide acque, conosciute fino dal tempo dei romani , furono meta di pellegrinaggi durante tutto il medioevo perché ritenute miracolose. In particolare, avrebbero acquisito la loro caratteristica di acque miracolose nell’XI secolo, allorquando al Bagno di Cetica sarebbe avvenuto l’incontro di due grandi Santi della Vallata: San Romualdo e San Giovanni Gualberto. Questi, recatisi ignari l’uno dell’altro a Bagno di Cetica per dissetarsi delle sue acque, videro comparire loro lo spirito di un terzo santo, San Romolo, assieme al quale benedissero le acque per dotarle di virtu’ miracolose.

Eremo di Camaldoli

Le celle dei Monaci

Il Sacro Eremo di Camaldoli si trova a 1.103 m. s.l.m. nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Fu la prima sede dell’Ordine monastico costituito nel 1023 da San Romualdo, che qui costrui’ cinque celle e un piccolo oratorio: e’ uno dei maggiori luoghi di spiritualita’ d’Italia, racchiuso entro la monumentale foresta d’abeti, che i monaci hanno curato e gestito per secoli. La tradizione racconta che il territorio di Camaldoli fu donato dal Conte Maldolo di Arezzo a San Romualdo (da qui il nome di Ca’ Maldoli), che, monaco nell’abbazia di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, era alla ricerca di un luogo dove riproporre l’originaria chiamata dei fedeli alla radicale fedelta’ al Vangelo.

Eremo 1
Eremo 2